Vini eroici, se ne è parlato in un evento organizzato da Ais Calabria.

di Rossana Battaglia

I vigneti eroici rappresentano una delle espressioni più autentiche della tenacia umana, un dialogo profondo tra l’uomo e la natura, fatto di sfide quotidiane e di una volontà incrollabile di preservare un patrimonio antico.

Coltivare la vite in condizioni estreme – pendii scoscesi, altitudini elevate, suoli impervi e climi severi – è una scelta di resistenza e di amore per la terra.

È il rifiuto della standardizzazione, la rivendicazione di un’identità unica e irripetibile.

Si è parlato anche di questo alla serata di degustazione organizzata da Ais Calabria col Presidente Antonio Fusco e Maria Rosaria Romano insieme al Presidente Ais Valle d’Aosta Alberto Levi e in collaborazione con Cervim.

In questo contesto, il ruolo di un ente come il Cervim (Centro di Ricerca, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana) diventa cruciale. Lo ha ben spiegato il suo Presidente – Nicola Abbrescia: il Cervim non è solo un riconoscimento istituzionale della fatica e del valore di questi vignaioli, ma anche uno strumento per preservare e promuovere le loro produzioni uniche.

Senza il sostegno di simili organizzazioni, molte di queste realtà rischierebbero di scomparire, sommerse dalla logica della produttività industriale e dalla difficoltà di competere sui mercati globali.

I vini eroici sono molto più di un prodotto enologico: sono la voce di paesaggi estremi, la memoria di tradizioni ancestrali, il frutto di un lavoro che non si piega alle comodità moderne.

Scegliere di coltivare la vite in condizioni proibitive non è solo una scelta agricola, ma un “giuramento di fedeltà” a una terra che, pur nelle sue difficoltà, sa donare frutti straordinari.

In Calabria, la viticoltura eroica assume contorni più suggestivi: la montagna si getta nel mare e la terra racconta storie di popoli antichi e di piccoli produttori che portano avanti con sacrificio tradizioni che rischierebbero di scomparire.
I terrazzamenti scolpiti nella roccia, le viti aggrappate a pendii vertiginosi, le varietà autoctone sopravvissute all’omologazione globale: tutto concorre a creare vini che non sono semplici bevande, ma testimonianze viventi di una cultura millenaria.

Il prezzo dei vini eroici rispetto a quelli prodotti in condizioni più favorevoli e’ più elevato, si.
Perché il loro processo di produzione è infinitamente più complesso, faticoso e dispendioso.
Il costo non riflette solo il valore del vino in sé, ma anche la storia, la fatica e il rischio che si nascondono dietro ogni bottiglia.

Pagare di più per un vino eroico non significa solo acquistarne una bottiglia: significa sostenere un modello di viticoltura che preserva territori unici, protegge la biodiversità e mantiene vive tradizioni secolari.
È il riconoscimento del sacrificio di chi ha scelto di non abbandonare la propria terra, nonostante le difficoltà.

Un vino eroico costa di più, ma vale infinitamente di più.